Collettiva d’Arte

Made In Umbria

All’interno della variegata e caleidoscopica kermesse di musica, teatro, danza, con spettacoli, concerti, esposizioni, masterclass e progetti di formazione, eventi e approfondimenti culturali del Narnia Festival, si colloca la collettiva d’arte “Made in Umbria”.

Ideata dal Direttore Artistico del Festival Cristiana Pegoraro, e realizzata in collaborazione con la pittrice Rubiania e Susanna Salamone, riunisce alcuni dei più affermati artisti umbri di diversa formazione.
Made in Umbria è un percorso che vuole sottolineare quel rapporto inscindibile ed emozionante, di suggestiva interdipendenza e mutua compenetrazione tra arte e musica, suono e colore, strutture musicali e forme plastiche.

L’animo umano ha sfumature differenti e si esprime attraverso forme artistiche variegate.
Ecco quindi che le opere selezionate comprendono quadri, ceramiche, creazioni tessili, lavorazione del vetro e fotografie al fine di far conoscere ai visitatori il meglio dell’eccellenza Umbra nei vari campi e offrire allo stesso tempo un’esperienza di percezione totale dell’arte.
Un grande affresco dove artisti umbri di fama mondiale sono invitati a condividere le loro creazioni, il loro talento e la loro arte con visitatori da tutto il mondo ma all’interno della loro stessa terra, l’Umbria, regione dall’immenso patrimonio storico e artistico, terra dove, quasi ottocento anni fa, un poverello di Assisi avrebbe composto il testo poetico più antico della letteratura italiana che si conosca: Il cantico delle creature”.
Proprio San Francesco amava affermare:
“Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile.”

La collaborazione tra Narnia Festival e i singoli artisti ha seguito questa ispirazione.
La collettiva “Made in Umbria” è l’espressione di un bellissimo percorso che qui trova il suo compimento naturale.

LALE

Alessandra La Chioma, nota anche con lo pseudonimo di “Lale”, è un’artista eclettica e ama sperimentare tecniche miste applicate su vari supporti.
Nella sua arte miscela figurativo e astratto materico, dove il suo tratto si affaccia lineare e deciso e dove si evince un equilibrio cromatico.
L’“Estetica” non è il concetto funzionale del suo percorso, ma lo è fondamentalmente il pensiero intimo.
Quello che a Lale interessa non è la rappresentazione del ritratto classico, ma l’essenza del soggetto esposto, dei suoi desideri, delle sue abitudini, del suo mondo e del suo sentire.

Alessandra La Chioma

ELENA KULESHOVA

Attraverso la pittura rivela nelle sue tele l’universo femminile nel contesto prevalentemente filosofico espresso con un linguaggio immediato del figurativo: donna come oggetto del pensiero, un miraggio, un sogno surreale, donne dei vari continenti, donne mitologiche. L’oro rappresenta un elemento centrale nelle sue opere, simbolo dell’indissolubilità che non svanisce con il tempo, stesso tempo che eternamente contempla il concetto di donna-musa, donna onirica, donna-mistero. La sua ricerca attuale è concentrata invece sulla prevalenza e ricerca materica attraverso colori forti, primitivi, puri, come i veli delle stoffe delle donne dei mondi lontani.

Elena Kuleshova

PAOLA CAPORILLI

I quadri di Paola Caporilli sono stati definiti realismo astratto, dove l’artista cerca di portare la vita e le forze della natura in ogni aspetto. Il suo sguardo è una visione astratta e ideale della vita reale, e qualche volta anche la parte più oscura di essa. I colori sono il fulcro dei quadri di Paola Caporilli, così importanti per enfatizzare lo spazio, il volume e l’influenza della luce sulle forme.

La tecnica e il materiale sono soprattutto il mezzo per arrivare alla sperimentazione, giocare con essi è l’esperienza più bella. Paola Caporilli ama condividere con lo spettatore I suoi lavori, per poter cogliere una comune intuizione: emozionale, percettiva e sensoriale.

Paola Caporilli

NANDO CONTI

In un momento maturo della propria vita, quando i progetti dell’adolescenza non hanno più la vitalità di un tempo, stanco anche delle delusioni e amarezze provate, desideri un rifugio dove contemplare, nella propria intimità, emozioni che non riesci a condividere con nessuno. Ecco che la pittura diviene per Conti l’oasi di un’armonia tanto agognata. Tecnica e natura diventano, nei momenti della produzione, i soggetti attivi di un fare che crea un momento di complicità indissolubile, attraverso la rappresentazione di paesaggi umbri della terra che lo ha visto ragazzo.
“Non si può cancellare tutto, il patos che è in Noi ha il sopravvento”

Nando Conti

CARLA CURTI

I temi e i modi dell’operatività di Carla Curti sono i più vari perchè nascono da esigenze personali e culturali, da processi percettivi e da visioni del mondo. La forma percettiva per l’artista è il mezzo più forte per comunicare, è il veicolo più potente del significato di un’immagine. La resa spaziale è complessa e variabile. Spesso nell’opera non prevale un elemento o una parte ma nell’espressività pittorica tutte le parti hanno rilevante importanza. In altre opere invece l’artista sembra condurti dentro l’opera per far conoscere i meandri che sono il percorso creativo dell’opera stessa. Le opere dell’artista racchiudono il contenuto di ricordi, presenze, passioni, e si traducono in immagini dinamiche, con violenti contrasti, oppure si appagano di staticità e razionalità.

Carla Curti

GRAZIA MARIANESCHI

La ricerca di Grazia Marianeschi si indirizza verso l’esplorazione della natura umana, nell’indagine di attitudini interiori, stati d’animo e verso l’esplorazione della natura esterna all’Io, il mondo invisibile della materia con le sue forme primordiali, i suoi rutilanti colori e le sue energie luminose. Due manifestazioni diverse che interagiscono fra loro in quanto facenti parte di un comune universo. Una “natura naturans”, ossia naturante nel divenire della sua perfezione, e una “natura naturata”, cioè come risultato compiuto.

Grazia Marianeschi

GIAMPAOLO MONSIGNORI

Conclusa l’esperienza nelle forze armate inizia l’“anno zero”. Affianca il padre e i suoi dipendenti in azienda come idraulico. La curiosità ha permesso di affinare tecniche e conoscenze nell’utilizzo dei vari materiali. Nascono nuove figure fatte più di vuoti che di pieni, mutevoli nelle varie prospettive, sottili da filtrare la luce. Dopo il legno, il rame, il ferro, l’acciaio legati alla luce.. il magazzino di Monsignori è una fonte inesauribile di forme e oggetti che mi parlano di altro rispetto a ciò che lui è. Gli scarti di lavorazioni metalmeccaniche, destinati allo smaltimento, sono per l’artista interessanti e preziosi. Li assembla in modo fantasioso, dinamico, ispirato dalla natura e dall’immaginazione. La luce gioca con le sculture dando risalto agli incastri e alle geometrie in modo affascinante.

Giampaolo Monsignori

MONIA ROMANELLI

La ricerca di senso porta la pittura di Monia Romanelli verso sfide ardue, forse impossibili, per mostrare a se stessa e al mondo la pienezza di un percorso orientato alla scoperta dell’anima. Mistero sublime da opporre allo sterile pragmatismo, vivere la speranza di una vita ricca e proiettata all’esterno, ma costantemente rivolta all’ascolto dell’emotività interiore. Le “Carte Mosaico dell’Anima” sono dei lavori di collage di profonda ricerca sul colore con le sue sfumature vibranti e i particolari accostamenti che creano una sorta di trama magica intrisa di un forte senso di spiritualità. Le opere sono meditative e vanno osservate con attenzione in modo che ci si immerga completamente nel misterioso labirinto di colori.

Monia Romanelli

NIKI ARS

“Ti vedo, ma tu non ti vedi, tranne le volte che ti specchi. Chi sei?” Questo è l’enigma che muove la pittura di Niki Ars, attraverso la quale cerca di dare una risposta e offrire l’identità pittorica alla persona che lo chiede. L’esperienza con Roberto Re e con l’attività nell’azienda HRD, Human Resource Development, ha segnato il suo essere pittrice in una dimensione umana di comunicabilità. La ricerca e la scelta dei simboli grafici sono la grammatica del linguaggio di Niki Ars e del suo vivere in tensione verso gli altri. L’universo è a disposizione e non è possibile perdere questa grande opportunità.

Niki Ars

PRINCESS GYNEVRA

“Io, Princess Gynevra, come donna, con la mia arte e le mie amatissime creazioni, voglio rendere omaggio al mondo femminile!” La donna, figura eterea e complessa, concreta e sognatrice, colonna portante della società, riveste contemporaneamente e sublimemente i più svariati e complessi ruoli. Ha un’identità spirituale e una sicurezza interiore ben definite. La filosofia di Princess Gynevra è rendere protagonista la donna nelle sue più complesse e diversificate sfaccettature. Ha creato accessori che avessero la capacità di trasformare anche il più anonimo abbigliamento femminile in uno stile ricercato e nuovo, esprimendo fantasia, colore, personalità e voglia di osare. Gli accessori non devono mai essere trascurati, o peggio, dimenticati: grazie a essi la donna può divenire romantica, elegante, raffinata, ricercata, etnica, trasgressiva...

Princess Gynevra

SANDRA FIORDELMONDO

Attraverso la rielaborazione del suo personale archivio fotografico e percorrendo un viaggio a ritroso tra le memorie e i ricordi più intimi legati ai luoghi d’infanzia e del paese d’origine, Sandra Fiordelmondo ha iniziato a esplorare il tema della “memoria”, realizzando diversi collage da cui prende spunto il lavoro pittorico o su cui, spesso, lo stesso si sviluppa dando vita a una stratificazione di materiali diversi, colori e immagini sovrapposti. I supporti pittorici utilizzati, come il plexiglass, diventano materia primaria su cui frammenti di luoghi legati a istanti di vita vissuta si rincorrono e si intrecciano a immagini oniriche. Con un gioco istintivo di tagli, scomposizioni e sovrapposizioni, l’intento dell’artista è quello di recuperare e far rivivere certi angoli segreti, attraverso una geometria essenziale, depurata dal superfluo, per coglierne l’essenza più autentica.

Sandra Fiordelmondo

SILVIA JACARONI

“Fonte di ispirazione per la mia arte è la mia professione medica.” La principale fonte di ispirazione per Silvia Jacaroni è stato il vissuto a letto del malato nello svolgimento della sua attività professionale, principalmente svolta nei reparti di oncoematologia di Perugia e di medicina interna al campus biomedico a Roma. La sua prima esposizione vede protagoniste delle statue di teste di cavalli che riescono a trasmettere profonde emozioni di sofferenza e di vittoria.

Silvia Jacaroni

SOFIA ROCCHETTI

“Sono nata a Città di Castello nell’anno tot, mese tot e giorno tot di venerdì - la tradizione vuole che in quel dì nascano streghe e folli - figlia di una coppia tollerante e paziente che mi lasciò imbrattare le pareti di casa.” Sofia Rocchetti nel 1980 comincia a sperimentare materiali, supporti e tecniche per focalizzare quella che sarebbe diventata la sua personalissima ricerca basata sui diversi aspetti dell’aggressività. Dal 2005, grazie al mezzo fotografico, elabora un nuovo codice di comunicazione reinterpretando il ritratto in chiave pop-art trasferendolo in oggetti di uso quotidiano. Questo nuovo aspetto del lavoro dell’artista sottolinea le contraddizioni e l’ipocrisia dei modelli imposti dall’educazione e dalla società contemporanea.

Sofia Rocchetti

STEFANIA CARÈ

Per Stefania Carè dipingere significa sentirsi libera dai confini che imbrigliano il flusso creativo, che per sua natura è inaspettato. In questa sua personale ci mostra cosa vuol dire per lei “seguire un’idea” che emerge spontanea e si trasforma in una trama, quella delle storie e delle emozioni che si intrecciano nella loro interazione. In questo particolare snodo di sequenze le linee si tengono in relazione col flusso dell’energia immaginativa e con il ripetersi dei cicli vitali, con la loro musicalità infinita che emerge e riaffonda in spirali dal sapore eterno. I colori usati, i beige e gli azzurri, contengono i principi della natura, colori semplici che ricordano gli elementi dell’aria con le sue nebbie e dell’acqua limpida e pulita per approdare sulle terre sabbiose di un mare deserto. Stati d’animo che non si affidano a niente di reale né tangibile, non rappresentando ciò che si vede ma ciò che si vive.

Stefania Carè

PIERLUIGI PENZO

“La chiamo una tecnica artistica estrema perché a differenza delle altre produzioni di tipo artistico, il tatuaggio crea un legame personale con la persona che ti chiede un pezzo sulla propria pelle”. Nato come artista in una Bottega Artigiana di Milano, Penzo viene in contatto con diversi artisti e impara a dipingere avendo come maestri i pittori che lavoravano con artisti come Grassi, Codena e Pettinari. Partendo dall’arte sacra, decorazione e figurativo come pittore e artista, si esprimerà soltanto usando il mezzo della vetrata artistica e qualunque disegno sarà finalizzato comunque a diventare un oggetto in vetrata. Da allora la sua ricerca non si è mai fermata, dal dipinto tradizionale con tecnica antica e moderna passando per l’iconografia bizantina fatta con tecnica tradizionale, passando ancora per la Computer Art. Intorno all’anno 2009 finalmente approda a quella che secondo lui è la più estrema delle tecniche artistiche: il tatuaggio.

Pierluigi Penzo

DANIELE LATINI

“C’è un luogo dove l’animo si placa ed è proprio di fronte a te.” Daniele Latini, artista autodidatta di formazione tecnica, opera nella comunicazione istituzionale e nella foto e video documentazione nel Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco. Ispirato dalla curiosità di esplorare la propria identità attraverso l’illuminazione dell’anima, peregrina per i luoghi dove i pensieri prendono forma e si dissolvono come nuvole. Nella quiete del bosco accarezzato dal vento, nel fragore del fiume che si getta nel vuoto, negli spirituali eremi dei frati fino alle possenti fortificazioni, a tutela della fragilità umana nei confronti della propria superbia e della forza della natura, affiora la poliedrica personalità dell’artista.

Daniele Latini

ALDO CLAUDIO MEDORINI

Medorini è meticoloso nella preparazione del supporto per le sue idee filosofico-estetiche. Egli stabilisce un mirabile equilibrio tra forme geometriche in rilievo e figure antropomorfe. Il suo interesse si concentra sulla mitologia greca, al fine di esaltare la spiritualità dell’arte classica in una nuova chiave contemporanea, in modo da arrivare a una sintesi totale dell’arte da quella antica a oggi, che gli permette di esprimere pienamente la propria dimensione pittorica incarnandosi in un moderno Ulisse in un difficile percorso spirituale.

Aldo Claudio Medorini

ROBERTA GIULIANI

Roberta Giuliani, partendo dalla sua esperienza di geologo, ha visitato molti luoghi naturali, tracciando schizzi sul suo quaderno di campagna, come tracce di memoria di rapporti spazio- temporali tra i diversi corpi rocciosi e le svariate morfologie. Questi schizzi si ritrovano come impronte nelle sue opere. In una restituzione pittorica a olio su tela, i suoi soggetti sono quasi del tutto ispirati a paesaggi dell’Appennino centrale, ai suoi rilievi più alti e alle forme del paesaggio così drammaticamente modellate dagli eventi sismici che hanno sconvolto queste terre con una cadenza periodica nei tempi geologici e storici, causando tanti lutti e distruzioni.

Roberta Giuliani

DONATELLA MORICONI

La materia d’elezione per le sue opere è la terra refrattaria, la terra nella veste più immediate, più vicina alla materia della vita.
Le sue forme sono linee e curve che puntano all’essenzialità senza trascurare la complessità che appartiene all’animo umano.
Attraverso una continua ricerca dell’armonia nelle forme, l’artista mira al piacere, alla gioia di comunicare qualcosa di significativo al mondo, anche attraverso la luce.
Luce che colpisce, che illumina, che stimola, che risveglia.

Donatella Moriconi

“DESIGN YOUR FUTURE”

La Moda, la Musica, il Design e l’Arte parlano un linguaggio Universale comprensibile a tutti, e le collezioni ideate e create dagli studenti del III° anno del corso di Moda dell’Istituto Italiano Design cercano di unire questi concetti in maniera armonica trasformandoli in emozione.
Le collezioni di questo Anno Accademico si ispirano alla musica de Le Quattro Stagioni di Vivaldi, Stagioni intese anche come armonia interiore, stati d’animo che cambiano in base alle esperienze vissute. Un’introspezione filosofica che ha portato gli studenti Alessandra, Maria Rosaria, Roberta, Marco e Valerio a progettare le collezioni con il sottofondo della musica di Vivaldi.

SIMONA BARBARESI

La pittura di Simona Barbaresi nasce da un’autentica passione verso la rappresentazione del paesaggio. Gli scenari sono quelli della sua terra, una terra di confine tra le Marche e l’Umbria, per lei fonte di ispirazione, attraverso i quali si identifica con l’immensità della natura. La tecnica pittorica, fatta di larghe pennellate e copiose e fluide colature, cerca di imprimere nella tela atmosfere in cui i luoghi e gli spazi diventano atemporali e privi di confini. La morbida, distesa e intensa colorazione pone in risalto la sua garbata personalità suggerita da un linguaggio cromatico lirico che svela i segreti esistenziali di cui l’autrice tratta nelle sue creazioni e che custodisce nel suo animo sensibile.

Simona Barbaresi