Mostre

Mostra delle “Fiaccole Olimpiche”
In collaborazione con il CONI

San Domenico, Auditorium Bortolotti

Le Fiaccole Olimpiche, prezioso patrimonio a cinque cerchi detenuto dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano, sono custodite a Roma – all’interno di Palazzo H, sede del CONI – nell’omonima Sala dedicata.

Quest’anno, per la prima volta, saranno esposte al Narnia Festival, dal 21 luglio al 2 agosto. L’evento, trattandosi dell’unica esposizione per il 2020, riveste un significato ancor più emblematico per la valenza delle fiaccole, simbolo autentico di appartenenza e sacralità, comunione e aggregazione, princìpi ispiratori dei Giochi Olimpici.

La fiamma, introdotta a partire dagli XI Giochi Olimpici di Berlino, e accesa ad Olimpia alla presenza del Barone De Coubertin, il fondatore dei Giochi Moderni, rappresenta l’elemento di congiunzione con le Antiche Olimpiadi.

La mostra delle Fiaccole Olimpiche del CONI, abbinata all’esposizione delle divise ufficiali della delegazione Italiana ai Giochi Olimpici, nel corso degli annni è stata allestita nelle più importanti città italiane.

In occasione del Narnia Festival verranno esposte ventuno Fiaccole, relative ai Giochi Olimpici Estivi da Berlino 1936 a Rio de Janeiro 2016 passando per Londra 1948, Helsinki 1952, Melbourne 1956, Roma 1960, Tokio 1964, Città del Messico 1968, Monaco 1972, Montreal 1976, Mosca 1980, Los Angeles 1984, Seoul 1988, Barcellona 1992, Atlanta 1996, Sydney 2000, Atene 2004, Pechino 2008, Londra 2012. Per quanto riguarda i Giochi Olimpici Invernali vetrina per quelle delle edizioni che si sono svolte in Italia, Cortina 1956 e Torino 2006, impreziosite delle medaglie olimpiche di entrambe le manifestazioni.

Le teche contengono anche supporti audiovisivi che narrano le edizioni olimpiche di riferimento.

Mostra personale di Athos Faccincani
“La luce della coscienza”

San Domenico, Auditorium Bortolotti
Teatro Comunale G. Manini

Athos Faccincani nasce a Peschiera del Garda il 29 Gennaio 1951.
Già da ragazzo fa il piccolo di bottega di artisti che gli trasmettono il coraggio di portare avanti le proprie passioni e a credere nel proprio talento. Si dedica alla figura che riproduce con stile espressionista. Alla fine degli anni ‘70 le sue Personali ricevono la visita del Presidente della Repubblica Sandro Pertini che lo nomina Cavaliere della Repubblica.
Poi il punto di rottura: eliminati i colori cupi dalla sua tavolozza comincia a dipingere guardando al mondo con gli occhi di un bambino. Predilige i paesaggi che gli permettono di porre l’attenzione sulla natura che rappresenta generosa e lussureggiante. Vi è un mutamento radicale anche nello stile che diviene di chiara derivazione impressionista, utilizza i colori puri e accesi e le sue linee guida sono la luce, il sole alto, il racconto semplice. Faccincani ha avuto eccome modo di conoscere anche le brutture del mondo, ma ha deciso di contrastarle con la sua pittura.
Athos ha stregato pubblico e critica, ha esposto, oltre che nei posti più belli d’Italia, a Londra, Vienna, Parigi, Chicago, New York, Zurigo, Madrid, San Francisco, Los Angeles, Amburgo, Monaco, Tokyo, Montecarlo, Sofia, Hong Kong e Singapore. Innumerevoli anche i riconoscimenti dei quali è stato insignito durante la sua cinquantennale carriera, fra gli ultimi a Roma, come Personalità Europea, ad Ischia il premio Ischia Friends ed a Napoli il premio Albatros.

Mostra fotografica
“L’Infinito di Giacomo Leopardi illustrato da Giancarlo Mancori”

Loggia degli Scolopi

Ho amato fin dall’adolescenza molti dei concepimenti letterari di Giacomo Leopardi e un posto speciale nel mio animo lo ha avuto sempre L’Infinito. Sarà stata l’emergenza sanitaria Covid19 – che ci ha costretti ad una segregazione forzata – o la recente celebrazione per i duecento anni dalla sua composizione – 1819/2019 – a risvegliare in me un’urgenza “creativa” che per giorni e notti ha assorbito completamente la mia mente e, inevitabilmente, il mio sguardo. Il provare a rendere in immagini il capolavoro leopardiano è diventato il mio rovello e la nascita di questo mostra fotografica è, spero, un omaggio al poeta e a coloro che lo amano. Giancarlo Mancori

Mostra Made In Umbria
“Arti e Mestieri: dialoghi e fatti tra memorie e sperimentazioni” a cura di ArteM

Museo Eroli
Loggia degli Scolopi

● Alta Moda Michelini ● Antonio Buonfiglio ● Tommaso Cascella ●
Giuseppe Friscia ● Francesca Graziano ● In Tessere ● Laquercia21 ●
Luca Leandri ● Graziano Marini ● Gianluca Murasecchi ●
Riccardo Murelli ● Angela Palmarelli ● Jack Sal ● Lapo Simeoni ●

All’interno della variegata e caleidoscopica kermesse di musica, teatro, danza, con spettacoli, concerti, esposizioni, masterclass e progetti di formazione, eventi e approfondimenti culturali del Narnia Festival, si colloca la collettiva d’arte “Made in Umbria”.

Il brand “Made in Umbria”, ideato dal Direttore Artistico del Festival Cristiana Pegoraro, la mostra realizzata quest’anno in collaborazione con ArteM, e la personale di Anna Paola Catalani riunisce alcuni dei più affermati artisti umbri e internazionali di diversa formazione.
Made in Umbria è un percorso che vuole sottolineare quel rapporto inscindibile ed emozionante, di suggestiva interdipendenza e mutua compenetrazione tra arte e musica, suono e colore, strutture musicali e forme plastiche.

L’animo umano ha sfumature differenti e si esprime attraverso forme artistiche variegate.

Il percorso espositivo del museo Eroli propone attraverso i suoi reperti una traccia di lettura della vita e della società nelle diverse epoche della Città e del Territorio di Narni.

“Made in Umbria” racconta il rapporto e la visione che gli artisti contemporanei hanno della propria epoca. E lo fa immaginando sala per sala un dialogo tra antico e moderno fatto di segni, forme, materiali e tecniche che raccontano le storie di una comunità.

Alcune delle opere in esposizione sono il frutto del processo creativo che ha visto artisti, artigiani e operatori culturali collaborare nella lavorazione e trasformazione del Linoleum, il materiale naturale prodotto dalla Tarkett di Narni Scalo; altre opere (Ceramiche, Acciaio, Ferro, Vetri, Mosaici, Vestiti, Carte, Mobili e Arredi) sono degli artisti e dei laboratori artigianali che hanno unito idee e professionalità nell’associazione ArteM; in mostra anche una rappresentanza delle opere create tra gli anni 2005/2011 da oltre 80 artisti e creativi internazionali per il progetto “Arte al cubo” di CavourArt associazione; e le creazioni di Anna Paola Catalani, in un percorso artistico per far conoscere ai visitatori il meglio dell’eccellenza Umbra nei vari campi e offrire allo stesso tempo un’esperienza di percezione totale dell’arte.

Un grande affresco dove artisti umbri e artisti internazionali che hanno scelto la nostra regione come loro seconda patria sono invitati a condividere le loro creazioni, il loro talento e la loro arte con visitatori da tutto il mondo ma all’interno della loro stessa terra, l’Umbria, regione dall’immenso patrimonio storico e artistico, terra dove, quasi ottocento anni fa, un poverello di Assisi avrebbe composto il testo poetico più antico della letteratura italiana che si conosca: Il cantico delle creature”.
Proprio San Francesco amava affermare:
“Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile.”

La collaborazione tra Narnia Festival, ArteM, CavourArt Associazione e gli artisti ha seguito questa ispirazione.
La collettiva “Made in Umbria” è l’espressione di un bellissimo percorso che qui trova il suo compimento naturale.

ArteM. C’è modo e modo per vivere il proprio tempo

ArteM nasce a Narni a fine 2019 sulle orme de “La via del Lino”, l’inedito progetto che per diversi mesi ha messo a confronto decine e decine di operatori culturali, artisti e artigiani chiamati a dare nuove forme d’arte e di arredo ad una delle eccellenze industriali del territorio, il Linoleum prodotto dalla Tarkett.

L’obiettivo di ArteM è quello della conoscenza e valorizzazione del patrimonio e degli specifici valori di un territorio e della sua comunità. In una società che tende ad isolare i diversi saperi per settori non comunicanti, la nostra scelta culturale è quella del confronto, della condivisione, dello scambio fra le diverse professionalità nel campo dell’arte e dell’artigianato artistico.

Viviamo dentro una comunità cresciuta ai ritmi imposti dalle fabbriche, abituata, nel lavoro e nella vita, a dare risposte di gruppo ai bisogni dei singoli. Il lavoro di ArteM è fatto di questa materia: un processo creativo che nasce e si forma passando per un grande processo collettivo libero dagli schemi e dai ruoli.

Insieme è meglio che da soli e le diversità sono un patrimonio, mai un problema.

ArteM Lab 01 Laquercia21 falegnameria di design contemporaneo
ArteM Lab 02 In Tessere mosaico artistico e contemporaneo
ArteM Lab 03 Alta Moda Michelini alta moda e accessori

 

“POESIA NELL’ARIA” Installazione sonora e visiva delle voci dei poeti a cura di Giovanna Iorio e Beppe Sebaste

La Stanza – Ci Sono Cieli dappertutto, Via del Campanile

Poesia nell’aria è un’installazione sonora e visiva, a cura di Giovanna Iorio e Beppe Sebaste, che è già in sé portatrice di una storia.
Non esisterebbe infatti se Giovanna Iorio, artista e poetessa italiana che vive a Londra, dove insegna letteratura italiana, non avesse inventato e realizzato una “mappa sonora mondiale della poesia” che è in realtà un archivio: la Poetry Sound Library. I nomi dei poeti catalogati sono ormai tanti. Cliccandoli nel sito della Library possiamo ascoltare almeno una poesia detta dalla voce del poeta– che sia Brecht o Eliot, Montale o Dylan Thomas, Allen Ginsberg o i giovani poeti italiani e irlandesi. Ma questo è solo l’inizio.
Giovanna Iorio è rimasta così affascinata dall’epifania delle voci dei poeti da cercare di fermarle anche visivamente. Nascono così i Voice Portraits, i ritratti delle voci, frutto dell’incontro simbiotico tra sonorità e colori (e forme). Se già non pochi artisti hanno ritratto le onde sonore delle persone, la loro impronta vocale (penso per esempio a Rosella Restante) qui si tratta di lasciare sorgere gli spettrogrammi della voce, facendo anche intervenire, insieme a quelle estetiche, competenze o magie tecnologiche, come ha spiegato di recente la stessa Iorio in un’intervista londinese:

Che cos’è un Voice Portrait?
Un “voice portrait” è il ritratto di una voce.
Come si fa a ritrarre una voce?
Partendo da una traccia sonora di pochi minuti realizzo uno spettrogramma.
Allora cos’è uno spettrogramma?
Uno spettrogramma è l’impronta digitale di una voce. È un grafico che fa visualizzare la voce.
Sembra semplice… Ma i colori?
I colori sono il risultato di un complicato algoritmo che studia toni e sfumature. Poi ci sono anche scelte estetiche e rielaborazioni. Per fare un esempio: ogni voce entra in una specie di camera scura in cui immergo i suoni. Il risultato è ogni volta spettacolare.
Come si sente quando fa un ritratto di una voce?
Mi fa stare molto bene fare i ritratti alle voci. È come se l’anima di una persona si materializzasse davanti ai miei occhi. Ho intenzione di fare i ritratti a tutti i poeti del passato che amo, per vedere la forma e i colori della loro voce.
Cosa ne fa dei ritratti?
Cerco di mostrarli: in UK siamo alla seconda mostra, in Italia pure. Sono felice e curiosa di questa mostra a Narni in un “luogo per l’arte” estetico e spirituale come la Stanza–Ci Sono Cieli dappertutto.
Lei sa di essere diventata molto popolare? Cosa ne pensa?
Penso che diffondere la poesia e la voce mi soddisfa profondamente.

Poesia nell’aria comporta, oltre a una quindicina di Ritratti di voci, dei video incentrati sulla voce dei poeti che sovrapponendosi creeranno un brusio universale di poesie, un fenomeno, appunto, di “poesia nell’aria”. Così come i box trasparenti anch’essi contenenti voci di poeti che saranno disposti anche nel cortile della Stanza e nella strada che ci conduce, alludendo alla possibilità di un percorso espositivo sonoro e visivo insieme, un paesaggio di voci.

Per l’occasione, nel giorno del vernissage, giovedì 23 luglio dalle ore 18:30 presso la Stanza – Ci Sono Cieli dappertutto, in via del Campanile a Narni, alle mostre e alla poesia in assenza si aggiungerà, in un’allegra babele, un reading dal vivo (o in carne e ossa) di poeti italiani contemporanei.